Ci siamo quasi...

Il Redeem Team stava per combinarne una delle sue...

Mi chiedo cosa sia passato per la testa a Kobe Bryant quando ha dichiarato che questa squadra batterebbe il Dream Team originale: insomma, e' probabile sia vero, ma paragonare vent'anni di gioco e' improponibile, soprattutto se si pensa che:

  • in vent'anni dinamismo e atleticita' dei giocatori sono chiaramente migliorati
  • quella squadra e' stata il fenomeno sportivo piu' grande della storia delle Olimpiadi
  • solitamente non vuori far arrabbiare gente come Barkley o Jordan (uno che - tanto per dire quanto e' potente quando gli girano i cosiddetti - pose il veto all'inclusione di Isaiah Thomas nel DT)
  • il Redeem Team ha solo che imparato da quei 12 che scesero in campo a Barcellona

Insomma, a Kobe basta giocare come sa per farsi odiare da mezzo mondo, si vede che voleva conquistarsi l'altro mezzo a suon di "sparate".

Serrata NBA

E alla fine e' arrivato, quel lockout che tutti si aspettavano, quello che l'ultima volta che e' successo la stagione l'ha vinta San Antonio e come centro non c'era l'uomo delle isole vergini bensi' The Admiral, David Robinson.

Li capisco: gli hanno chiesto un taglio degli stipendi fino al 40%, e dubito che Kobe Bryant possa arrivare fino alla fine del mese se gli tagliano 10 dei 25 milioni di dollari che guadagna, orora, a stagione. Impensabile.

Almeno per noi comuni mortali, né...

Coach Zen e la rimonta contro l'amico Scottie

2000.

I Lakers hanno uno spogliatoio distrutto dal dualismo Kobe-Shaq, la guardia emergente e il dominatore dell'area.

Almeno un lustro senza titoli, troppo per i gialloviola.

In un modo o nell'altro si trascinano ai Playoff ma Portland, nell'ultimo anno di Scottie Pippen, con Sabonis ai massimi della carriera, li distrugge fino a che i gialloviola si portano, miracolosamente, a Gara 7, che si svolge a LA.

La gara va che peggio non potrebbe, ma nel quarto quarto LA decide di svegliarsi.

Da li', il three-peat che consacra Phil Jackson un'allenatore vincente anche lontano dalla Chicago di MJ, capace di ripetersi come campione per altri 3 anni di fila.

E divennero sette gli anelli di coach Zen, poi gli ultimi due del three-peat. Il resto e' storia. Compreso l'ambo con Gasol a Los Angeles.

Oggi è veramente morto lo StocktonToMalone

Ci sono voluti 23 anni per far separare Jerry Sloan dai Jazz.

Oggi muore veramente l'ultimo residuo dello Stockton to Malone, gameplay che ha caratterizzato la squadra di Utah per 15 anni, quella squadra che con il carismatico Jerry in panchina e le due superstart come play e ala grande potevano contare su un altro grandissimo ritirato, John Havlicek.

Onore a Jerry: un presidente può durare 20 anni, talvolta un giocatore; un allenatore se dura vent'anni non è un'allenatore, è storia, è cuore.

Michele deve morire

Parafrasando il titolo di un filmaccio semicontemporaneo, Michele deve morire.

Michele Giordano, al secolo Michael Jordan, non ha bisogno di presentazioni: lo puoi chiamare MJ, MJ23, Mike The Strike, Air Jordan e non ti chiedi il perchè di quel nomignolo, lo sai già.

C'è qualcosa, però, sul conto di Michele, che è ben poco noto: ha dato il via ad una serie di comandamenti che nel mondo dell'NBA ha scatenato una faida religiosa, persino successiva al suo ritiro, nota come le Le regole di Giordano ( Jordan Rules ) .