Keep calm and VADA A DUBAI CAZZO!

Qualcuno lo sa gia', qualcuno no: questo post cerca di riassumere i miei saluti e ringraziamenti ai colleghi di DNSEE assieme ad una big picture sul mio futuro.

Dubai

Cambio lavoro, citta', nazione e continente: a fine mese mi trasferisco a Dubai per fare da team leader in Rocket Internet, per tutta l'area MENA.

Di fatto, quasi smettero' di fare coding per passare a scartoffie piu' noiose: magari mi reimpatriano subito che non passo le visite mediche, magari mi licenziano dopo due mesi: insomma non vado sfrontato, parto con tranquillita' e con un profilo basso, a prova di falllimento.

Dietro questa decisione ci sono:

  • un po' i petroldollari - ma non troppi, credetemi, per cui la decisione non deriva da li
  • lo scatto di ruolo, quindi la possibilita' di gestire un team multiculturale
  • il tipo di lavoro (Rocket sta per lanciare il concorrente di Amazon per il middle east e ha sviluppato Groupon), che mi proietta in una firma che lavora grosse verticalizzazioni e-commerce
  • l'esperienza all'estero.

Giovedi' ho rassegnato le dimissioni, lasciando un'azienda che e' stata a tratti fenomenale: il posto di lavoro perfetto non esiste, ma so che in questi due anni sono stato veramente fortunato.

Non voglio fare una summa di tutta questa esperienza (che tecnicamente, grazie ai colleghi del reparto, e' stata per molti versi stimolantissima), vorrei solo focalizzarmi sulle persone.

Alcune persone, non me ne vogliate..

Allo, hai saputo tenermi a bada, nel lavoro e non solo; mi ha insegnato piu' di chiunque altro e mi ha dato la fiducia e le parole di cui avevo bisogno: inutile dire che una mente cosi' enterprise ha aiutato le mie lacune sotto ai quei punti di vista.

Te lo dico direttamente, sei stato un direttore tecnico eccezionale: sotto a te si e' lavorato benissimo e non avrei potuto immaginarmi un capo migliore. Grazie di tutto, davvero.

Mi auguro le nostre strade si incrocino di nuovo, prima o poi: magari ne riparliamo quando ti licenzi dall'Impero del Male...

(dai che scherzo, era peggio se andavi in Apple)

David, non ho molte parole per te: mi viene in mente quanto ti scrissi su LinkedIn, di mia sponte, diversi mesi fa. 

Sei un ingegnere vero e questo, come con Alex, mi ha aiutato tantissimo, anche perche' non ti accontenti e come me - in alcune cose siamo simili - ti butti a capofitto sulle cose interessanti, sull'eccellenza.

Ti ho portato a parlare a qualche conferenza, e se tutto va bene al codemotion ci facciamo un ultimo duetto: spero di averti dato anche solo uno sputo di quanto tu mi abbia regalato, come approccio, visione e cucina kosher.

A parte quello sai che sei una persona che odio abbandonare, al di la' del lavoro: te e la bionda mi avete aiutato a passare alcuni dei momenti migliori qui a Roma, grazie.

Fabio, minchia, che se dovemo di'?

In questo momento stai a Bologna e mi dispiace tu lo venga a sapere via email, davvero.

Sei stata la prima persona che ho suggerito ad Allo per la ns factory, e a parte qualche piccolo difetto (che se mi metto ad elencare parte un errore alllowed memory size), sei un ottimo collega e un bravissimo ragazzo.

Il consiglio che voglio darti e' di ascoltare di piu' David, guardare sempre quello che fanno gli altri e seguire la corrente: imparato quello, non hai limiti.

Daniele: me so tajato troppo sti mesi, dentro e fuori DNSEE. Sei una persona d'oro, un coatto mancato e un giorno riusciremo a sintonizzarci anche sui gusti in fatto di donne: ma sarai tu che dovrei piegarti alle mie idee, come gia' ti ho detto la tua e' una malattia.

Buona fortuna col nuovo lavoro anche a te: so che ci tieni tanto quindi vedi di farti valere, anche se non ci sarebbe manco bisogno di dirtelo.

Sappi che il mio harem sara' il tuo harem.

Matteo, sei la persona con piu' seniority e piu' umile li' dentro, non l'ho mai detto ma credo debba esserti riconosciuto.

Ascoltarti nell'esporre e risolvere problematiche e' fondamentale.

P.S. Mo devi spedire l'olio in un altro continente, sappilo.

Giovanni, tante cose ce le siamo dette ultimamente, quindi anche qui c'e' poco da dire: i miei consigli te li ho dati quindi - dato che non sei stupido - credo che farai strada in poco tempo.

Dado, Diego, Andrea: negli ultimi due anni mi avete offerto un posto di lavoro stimolante, mi avete fatto fare networking e abbiamo fatto conoscere DNSEE anche ai tecnici: non e' poco, e di questo vi ringrazio.

Lillo - io ti chiamo cosi' - mi hai ospitato dalla tua famiglia il primo natale che passai a Roma, dato che mi ero trasferito da giorni.

Sei un testone (pelato peraltro), ma una persona eccezionale, quasi sempre sorridente e cazzone quanto basta.

Quello di cui ti ringrazio di piu' e il non avermi invitato troppo spesso a perdere soldi a poker dai tuoi amici, altrimenti sarei sotto un ponte :)

Elisa, sei entrata in DNSEE in punta di piedi ed abbiamo lavorato a fianco, stremati, su un progetto stressante: sappi che non ti ho mai odiato, anche se le mie facce quando ti presentavi alla mia scrivania potevano suggerire il contrario!

Scherzi a parte, sono contento di come sono andate le cose, e' stato bello lavorare con te, tra scherzi, sorrisi e situazioni paradossali.

Emi, ma che credi che te dimentico?

Ancora non ti ho offerto una birra per avermi aiutato nel trasferire le gatte da casa vecchia a quella nuova, rimediero'.

Sei stato una delle prime persone con cui ho legato, sei un pezzo di pane, una persona molto professionale che merita molto.

Spero di vederti, un giorno, di nuovo ad allenare le squadre di pallavolo, cosi mi fai una lista delle over 18 che meritano e mi dici quando giocate in casa che passo a fare un salto :-D

Melissa, mio Dio... Una persona con quella pazienza non la trovi nemmeno tra i mormoni.

Se andassi tra le mail inviate cercando "badge perso" o "dimenticato badge" salterebbe fuori una lista infinita, tutta roba indirizzata a te.

Dubito che ti manchero', ora sei salva.

Ci sono altri colleghi, tanti altri, ma se mi dilungassi su tutti la lista non finirebbe mai piu'; vorrei invece passare a ringraziare qualche romano...

Leo, ho sempre pensato che se fossimo cresciuti nella stessa famiglia i nostri genitori si sarebbero divertiti un casino.

Sei una persona splendida e con te si riesce solo a sorridere, ti auguro molta fortuna per tutti gli anni a venire.

Tra l'altro ho il numero di un parrucchiere che nasconde il brizzolato da paura, mandami un PM per dettagli.

Jacopo, abbe'.

Che te devo di', biondino? Come figura professionale mi hai dato tanto, e personalmente mi sono tajato in piu' di un'occasione in contesti extra-lavorativi.

Mi hai sostituito con Cirpo, non ti facevo un sostenitore del bigger is better.

Quando hai bisogno del prossimo trasloco fischia,  aiutarti sara' solo un problema pratico, non di principio ;-)

Cirpo: siamo due stupidi.

Io vengo tu vai, tu vieni io vado.

Non sai quanto mi dispiace, ci saremmo divertiti moltissimo! E' solo questione di tempo, prima o poi riusciremo anche noi a vivere nella stessa citta'...

Anche qui ci sono altre persone da citare, ma con chi di dovere parlo personalmente, qui mi limito ai geek...

Mo che se dovemo di'?

Non e' stato facile risalire, questo WE, per dare la notizia ai miei, ma sono trannquillo: a 19 anni ho aperto l'azienda, a 21 anni mi sono spostato a Roma e a 23 me ne vado a fare people management in quel di Dubai.

E' un altro di quei passi piu' lunghi della gamba che mi hanno sempre contraddistinto, quei passi che amo fare.

Sanguina l'India

3 giorni, sembrano essere vite intere.

Finisci di vederti una conferenza al di sotto delle tue aspettative, fai un po di shopping a Bangalore e ti vedi la citta.

Decidi di chiedere a Manju di accompagnarti fino a Mysore e poi Hampi, per poi chiudere a Bangalore a quota 1000km.

Accade che a Mysore ti prendi un hotel molto figo da fuori ma che tradisce le tue aspettative, stica: il thali che mangi a cena ripaga qualsiasi aspettativa perduta.

Ti alzi dopo una dormita, dici al driver che te ne starai per le tue tutta la giornata e inizi: le vie del mercato sono pregne di sandalo, i colori del bazaar ti lasciano a bocca aperta, c'e' molta poverta' e capisci che la parola persistenza non e' stata coniata nel software development ma dai turisti che si interfacciano coi mendicanti locali.

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Trovi un handycraft che ti lascia sbalordito per le divinita intagliate nel legno, finisci ad un emporio ad assaporare col tatto la pura seta indiana.

Ad un tratto ti innamori di quel complesso che e' il Palazzo di Mysore: esci dal baccano cittadino e ti ritrovi in una reggia i cui interni trasudano storia, oriente, gli antichi ed opulenti fasti del subcontinente indiano.

Dopo  nemmeno due ore devi staccare e dirigerti verso Hampi: hai deciso di viaggiare 7 ore in notturna perche' vuoi gustarti quel pezzo di India, le rovine, la spiritualita'; anzi, ti accorgi ben presto che il tuo compagno, che in realta' ha scartoffiato con l'itinerario e l'inseparabile lonely planet, merita piu' che un ringraziamento.

Le strade sono terribili, gli autisti incredibilmente incoscenti: sorpassi in curva, abbaglianti sparati di notte, che sostituiscono i continuamente-usati clacson di giorno.

Nonostante cio' a te questo viaggio pare incredibile: ti sembra di attraversare la jungla, salici che attanagliano le strade e sembrano volerle divorare assieme ai viandanti che le percorrono, quasi a chiederti di non giungere alla tua destinazione, in una sorta di paralellismo con quello che Dante trovava scritto a fronte di un certo ingresso.

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Ma, come il sommo poeta, potevamo esimerci dal senso del sublime?

La polizia ti ferma, e' tutto a posto: quando poi pero chiedi a Manju come mai ci siano questi tipi di controlli e ti dice che e' per controllare chi passa per le strade, dato che le macchine in alcuni tratti vengono assalite dai malviventi, in gruppo, senti un po di paura.

Non batti ciglio, tanto e' ad Hampi che vuoi arrivare, provi a dormire e ti risvegli con la luce, fioca, che illumina una baracca, allorche' scendi dalla macchina, saluti  con dei semplici cenni e fumi una Gold Flake, tanto per non perdere il vizio.

Hampi e' solo rovine, quindi l'hotel devi prenderlo prima, a circa 7km: sono le 8 del mattino - se non ricordo male - e prendiamo stanza in una struttura governativa, il posto piu' schifoso dove abbia mai dormito.

Schifo?

Non lo provi, sei in India e hai gia' ritarato molti concetti  che il mondo occidentale riesce a inculcarti ben bene, e sai che quella stanza, quel bagno prima inguardabile, ora e' casa; temporanea ma piena di felicita' nel darti un pasto, un letto senza rete e una doccia fredda.

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Ti lavi, quindi, con l'acqua fredda ma stica, fuori sono 26 gradi, e comunque non sarebbe un problema per te friulano, che eri cosi pigro che quando l caldaia a casa si spegneva pur di non scedere due piani a riaccenderla facevi la  doccia fredda: ci sei abituato, l'India ti riporta un po a casa.

Vi riposate tutti e ripartite per le rovine di Hampi, dove un villaggio mai piu' ripresosi da un sacco vecchio secoli accenna una parvenza di turismo, ma e' solo una parvenza: ci sono 10 bianchi, e forse per me e' meglio cosi, ora.

Entri al tempio e sai gia' che devi levarti le scarpe, hai dei calzini fini ma a te non interessano piu' queste cose: rimani affascinato dalle mura, dalle  colonne intagliate nell pietra, dalla ragazza - anzi, bambina - che sistema le candele di fronte a te.

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Dal tempio vai al fiume dove tutti si lavano, decidi di fare uno strappo alle ultime regole che ti sono rimaste e bevi il latte di un coconut fresco.

Delizioso, ache se il sapore non sembra convincerti inizialmente.

Non ti sembra vero, ci sono degli odori, che avevi gia' sentito ieri al bazaar, che mai avevi sentito prima: la loro profusione arriva fino alla tua anima, non solo al tuo naso.

Aspetti un fuggiasco tramonto, fai dei video, qualche foto, sai che il tuo compagno di viaggio si sta godendo appieno questo momento mentre tu, con un cellulare, ti arrangi alla buona: non sei mai stato un patito della fotografia ma l'India sveglia qualcosa in te.

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Pensi ad una persona mentre consumi con gli occhi tutta quella luce rossastra che si intravede sulla linea dell'orizzonte, e dopo pochi minuti ti ritrovi all'oscurita', circondato da delle scimmie selvaggie che disegnano sinuose traiettorie nell'arrampicata sui templi, a comprare bigiotteria facendo la prima vera trattativa della tua vita: forse sono spiccioli, ma ti senti piu' uomo di mondo ad operare in tal modo.

La tua serata passa tranquilla, mentre il tuo autista esagera coi whiskey e - costernato - si dedica a recuperare credito nei confronti dei suoi clienti, che in fondo non si erano nemmeno fatti trasportare in pensieri negativi; in fondo, e' una sciocchezza, e prima di riposare ci sta.

Ti svegli e sei molto stanco, da subito parti verso Bangalore, verso un vero hotel, fermandoti a mangiare in una catena che avevi gia' assaporato due giorni prima, dove una salsa simile al ragu, ma fatta coi funghi, accompagna il pane del pranzo, quasi una pizza.

Intravedi, grazie al tuo compagno che tempestivamente ti sveglia, un camion ribaltato lungo la strada del ritorno, fortuna che il sonno e' leggero e non ti lasci scappare qualche curiosita' sui generis: scopri inoltre che il grano che si trova sulla carreggiata, calpestato da ogni pneumatico di passaggio, sta li proprio per essere frantumato, lavorato e poi consumato dai locali.

Stava per strada, alla mercee' di qualsiasi pneumatico, compresi i 4 nostri.

Una noce di cocco frana da un rimorchio e urta il parabrezza della tua auto, fortuna che in un batter d'occhio ti ritrovi nel centro di Bangalore a vedere decine di falchetti che sorvolano il mercato della carne, buttandosi in picchiata a pochi centimetri da te per arraffare qualche boccone: ti sembra incredibile, ma qui e' normale.

E alla fine sei li, seduto su una stanza d'albergo con un solco lungo il viso, come cantava Fabrizio, e pensi che anche se partirai tra poche ore, anche se non vedi l'ora di riabbracciare alcune persone e raccontare aneddoti ad altre, hai lasciato qualcosa qui.

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L'India non si e' presa il cuore, non e' romantica; l'india non si e' presa il cervello, non e' cosi civilizzata.

L'India si e' presa un pezzo della tua anima, e sai gia' che lo vorrai rivedere, quel pezzo, prima o poi.

 

Sir, may I take an "a-buffo" picture with you?

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Che stranezze qui in India: capita spesso che ti fermino i natives chiedendoti se possono farsi una foto con te occidentale...

Un siparietto interessante si e' consumato quando 3 studentelli ci hanno fermato e abbiamo scoperto che erano high-schoolers in sviluppo, dei Javisti indiani quindi :)

Non mi soffermo molto sulla fantastica giornata di oggi: ci sono stati slums, giardini botanici e divertenti incontri coi locali, ma i mejo momenti faranno capolino in un futuro post, sto gia' perdendo troppo tempo per keeppare up-2-date le persone durante questo mio  viaggio...

PS commento della giornata, in zone poco floride, arriva dal mio compare di viaggio:

mi sa che gli inglesi hanno fatto un porcaio

:)

The indian connection

Non capita spesso di mangiare, da una foglia, petali di rosa in uno sciroppo conditi da moltissime spezie, di natura ignota.

India

Bello; le impressioni dell'India confermano quanto immaginavo: un terzo mondo pieno di contraddinzioni che ti lascia a bocca aperta, tanto per la diversità quanto per l'inspiegabilità...

In tutto cio' ho dato i miei due talk, qualcosa e' andato bene, qualcosa male, e mi preparo per l'ultimo giorno di conferenza.

Sono le 9 di sera e ci prepariamo quindi a pianificare l'after-conference: domani avremo - a sorpresa - un giro ai laboratori R&D di Dell (di cui si fregiano molto) e poi 3 giorni tra Mysore, Hampi e un comeback in Bangalore, per riprendere l'aereo che ci riportera' a Roma domenica alle 18.

 

Trasloco numero 3: dai di Caritas

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Come - quasi - un fulmine a ciel sereno mi accingo a partire col 3o trasloco in 2 anni, secondo in questa bellissima Roma.

Non e' che conosci qualcuno che, automunito, vuole aiutarmi a portare i miei vestiti piu' beceri in una raccolta della Caritas? Mi dispiacerebbe molto buttarli, sarebbe stupido.

Quindi, in un periodo un po'  - che dici? - pienotto mi rimbocco le maniche, "butto" tonnellate di vestiti e mi preparo al trasferimento in zona Prati Fiscali, una parte di Roma - une delle tante in verita' - a me sconosciuta.

A margine di cio ho appena scoperto che il tragitto casa nuova - lavoro e' servito da una linea diretta dell'ATAC, bus numero 69, si sa mai che mi converta al servizio pubblico.

P.S. Oh, ho beccato pure un abbonamento annuale alla palestra sotto casa a 23 euro tramite uno di quei GroupCosi, vuoi vedere che il 2012 si preannuncia meno sfigato?

Mo l'ho detto e so gia' che mi mangero' le mani :)